Le 9 Risposte Che Gli Italiani Cercano sull’Ipocondria

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    Le 9 Risposte Che Gli Italiani Cercano sull'Ipocondria

    Cosa è l’ipocondria?
    Quanto è diffusa?
    Quale percezione di Sé si cela dietro tale timore?
    Cosa teme realmente l’ipocondriaco?
    Come poter liberarsi di tale difficoltà?

    L’ipocondria, ridefinita come “Ansia da malattia” nel Dsm-V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 2013), rappresenta un disagio legato al timore o all’idea di avere una grave malattia fisica, compromettendo in maniera significativa pensieri, sentimenti e comportamenti.

    La mente ipocondriaca, costantemente preoccupata di una eventuale compromissione del proprio stato di salute, potrebbe sviluppare la credenza di avere una grave malattia non diagnosticata, la cui sintomatologia è generalmente presente in maniera lieve ed indefinita.

    Tale stato d’allarme, inducendo  un elevato livello di ansia, produce nell’individuo comportamenti di controllo (ricercare ripetutamente segni di malattia nel proprio corpo) o di evitamento disadattivo (sottrarsi ad ospedali o visite mediche).

    La malattia immaginaria diviene così un elemento centrale dell’identità della persona, definendone in maniera totalizzante l’immagine di Sé.

    Le preoccupazioni inerenti all’aver contratto una grave patologia, eccessive e sproporzionate, non rispondono positivamente a rassicurazioni mediche o ad esami diagnostici negativi, influenzando in maniera determinante la quotidianità delle persone che ne soffrono.

    E’ la consapevolezza delle proprie difficoltà, molto spesso, ad indurre l’ipocondriaco a criticarsi e svalutarsi per il proprio modo di pensare e di essere, colpevolizzandosi e deprimendosi in modo significativo.

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    Al fine di comprendere tale fenomeno, risponderò a 9 comunissime domande sull’ipocondria:

    1QUALI SINTOMI CARATTERIZZANO L’ANSIA DA MALATTIA?

    Essere ipocondriaci significa essere descritto dai seguenti criteri specifici:

    • Preoccupazione di avere o contrarre una grave malattia.
    • I sintomi somatici non sono presenti o, se presenti, sono di lieve intensità.
      Se è presente un’altra condizione medica o vi è un rischio elevato di svilupparla, la preoccupazione risulta eccessiva o sproporzionata.
    • È presente un elevato livello di ansia riguardante la salute e un alto livello di allarme su questi temi.
    • L’individuo attua eccessivi comportamenti correlati alla salute (come controllare di continuo il proprio corpo alla ricerca di segni di malattia) o presenta un evitamento che potrebbe danneggiare la sua vita quotidiana (evita visite mediche e ospedali).

    2QUANTO E’ DIFFUSA L’ANSIA DA MALATTIA?

    Ricerche circa i tassi di diffusione dell’ipocondria mostrano una prevalenza oscillante tra l’1,3 ed  il 10% della popolazione.

    Non si riscontrano differenze tra maschi e femmine nella presenza del disturbo.
    L’esordio è generalmente riconducibile alla prima età adulta.

    3DOPO QUANTO TEMPO E’ POSSIBILE FARNE DIAGNOSI?

    La preoccupazione per la malattia deve essere presente da almeno 6 mesi, ma la specifica patologia temuta può cambiare nel corso di tale periodo di tempo.

    4CHI E’ L’IPOCONDRIACO?

    L’ansia per la malattia pone le sue fondamenta su due tematiche centrali:

    • Percezione di Sé come vulnerabile:

    viene introiettata un’immagine di Sé connotata da fragilità e debolezza, tematiche attorno alle quali viene costruita l’intera impalcatura del proprio essere.

    • Timore della morte:

    la paura arcaica della morte non viene tollerata dall’individuo, il quale metterà in atto comportamenti e strategie finalizzate al controllo ed all’illusorio potere sulla propria longevità.

    5COME FUNZIONA LA MENTE IPOCONDRIACA?

    La persona ipocondriaca tende ad interpretare in modo erroneo sintomi fisici, attribuendo loro una valenza potenzialmente tragica e catastrofica.

    L’attenzione, orientata selettivamente a sensazioni corporee “inusuali”, tenderà a cogliere tutti quei segnali fisici, vaghi ed indefiniti, che potrebbero identificare la sintomatologia della malattia temuta, innescando uno state di costante allarme.

    Il “malato immaginario”, in modo prudente e responsabile, metterà in atto strategie finalizzate all’evitamento della patologia e dell’eventualità di un possibile contagio, strutturalizzando la propria esistenza in funzione di un malessere che non dovrà mai realmente affrontare.

    L’ipocondriaco persegue lo scopo di smentire un immagine di Sé percepita da lui e dagli altri come fragile ed ansiosa.

    6QUALI POSSONO ESSERE LE POSSIBILI CAUSE DI TALE DISTURBO?

    Tra i principali fattori di rischio connessi all’ansia da malattia vi sono:

    • Interazione durante l’infanzia con un genitore iperprotettivo e pronto a rimandare al figlio una immagine di Sé di debolezza e vulnerabilità;
    • Esperienze di malattia in famiglia;
    • Vissuti di trascuratezza genitoriale;
    • Interazione durante l’infanzia con persone ipocondriache, ansiose o allarmiste;
    • Gravi malattie durante l’infanzia;
    • Fattori stressanti;
    • Storia di abusi.

    7QUALI COMPORTAMENTI TIPICI METTE IN ATTO L’IPOCONDRIACO?

    Ecco alcune strategie agite dalle persone ipocondriache, la cui tendenza può essere quella di ricercare eccessiva assistenza o fuggire ansiosamente qualsiasi forma di medicalizzazione:

    • Ricerche ossessive su internet circa il proprio stato di salute;
    • Bisogno eccessivo di rassicurazione da parte di amici, parenti o dottori;
    • Evitamento di ospedali;
    • Attivazione del proprio stato di allarme di fronte alla malattia di altri (vedere, sentir parlare o leggere di persone gravemente malate);
    • L’ansia viene attenuata solamente per un breve periodo di tempo di fronte a rassicurazioni mediche o esami diagnostici negativi;
    • Sensazione di non essere preso sul serio dalla propria rete sociale.

    8QUALI RIPERCUSSIONI COMPORTA L’ANSIA DA MALATTIA?

    Ogni problematica psicologica trascina con Sè diversi costi che la persona si trova a dover quotidianamente pagare.

    Eccone alcuni tipicamente connessi all’ipocondria ed alla correlata necessità di attenzioni speciali:

    • Compromissione della propria immagine sociale in termini di credibilità;
    • Tensioni familiari;
    • Nervosismo nella vita di coppia;
    • Ripercussioni lavorative;
    • Compromissione della quotidianità (evitamento di sport o attività ricreative);
    • Abbassamento del tono dell’umore e dell’autostima.

    9QUALE TRATTAMENTO E’ CONSIGLIATO?

    La psicoterapia cognitiva comportamentale, alla luce di diverse ricerche effettuate (Barsky & Ahern, 2004; Bouman & Visser, 1998; Taylor, Asmundson & Coons, 2005; Olde Hartman et al., 2009), risulta essere la più efficacie per il trattamento dell’ “ansia da malattia”.

    CONCLUSIONI:

    In una società che non ammette la sofferenza, non contempla la morte e non tollera il dolore, l’unica panacea sembrerebbe essere il Santo Graal, fonte di vita eterna e duratura giovinezza.

    L’ipocondria gravita attorno ad un fallace desiderio di immortalità, ammalando chi troppo vuol fuggire la possibilità di star male.

    Accettare di poter non avere un pieno controllo su se stessi, sulla propria vita e sulle relazioni affettive rappresenta una prima fondamentale consapevolizzazione per poter affrontare l’ipocondria, nemico sibilante ed intelligente.

    Il Cambiamento è Sempre Possibile!

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