10 False Credenze Che Utilizziamo Per Essere Infelici

    Brami così tanto la felicità da perdere di vista le cause che ti impediscono di raggiungerla, profetizzando un futuro ancor più nero del presente.

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    10 False Credenze Che Utilizziamo Per Essere Infelici

    Cosa ostacola la tua felicità?

    Quali pensieri intralciano la realizzazione di te stesso?

    Quali false credenze si nascondono dietro l’insoddisfazione, la frustrazione ed il malcontento?

    Brami così tanto la felicità da perdere di vista le cause che ti impediscono di raggiungerla, profetizzando un futuro ancor più nero del presente.
    Il cambiamento è sempre il frutto di un processo, mai di una magia.
    Per renderlo possibile è sempre necessario identificare le paure, le convinzioni e le opinioni che ti frenano, condannandoti a ciò che temi maggiormente: l’infelicità.

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    Ecco 10 utilissimi pensieri per vivere sempre infelici e scontenti:

    1I MIEI PROBLEMI SONO UN OSTACOLO ALLA FELICITA’

    Ritenere che l’ansia, l’umore basso o altre difficoltà che possiamo incontrare nel corso della vita non siano compatibili con la felicità, è un comunissimo e gravissimo errore di pensiero in cui potresti incappare.
    La felicità, l’opportunità di cambiamento, l’ambizione, il desiderio di migliorarsi e la propulsione al benessere nascono quasi sempre da vissuti di sofferenza, solitudine, tristezza e dolore.
    Le situazioni di disagio rappresentano sempre un’importantissima opportunità per lavorare su te stesso, consapevolizzarti ed intervenire su aspetti disfunzionali della tua vita.
    Cambia, accettati e sii felice.

    2DA SOLO NON SARO’ MAI FELICE

    L’idea che sarai felice solamente quando sarà presente qualcuno per accudirti, accompagnarti e occuparsi di te è un importante ostacolo al cambiamento, confermandoti costantemente che, solamente con qualcuno al tuo fianco, sarai capace di eliminare vissuti di ansia, depressione, angoscia e paura.
    I problemi svaniranno quando comincerai a valorizzarti, volerti bene e rispettarti.
    Se sei il primo a non valorizzare te stesso, come pensi possano farlo gli altri?
    Prenditi cura di te e le persone cominceranno a trattarti con cura!
    Disprezzare e svalutare te stesso creerà sempre un vuoto tra te e il mondo esterno.

    3LA FELICITA’ NON DIPENDE DA ME, MA DA CIO’ CHE  ACCADE INTORNO A ME

    Ogni persona, prescindendo dalla propria storia, ha un potere su ciò che le causa sofferenza e disagio.
    Molto spesso il tuo malessere potrebbe essere connesso al considerare ciò che ti accade, successi ed insuccessi, come il frutto di eventi esterni, quali il caso, il destino o la fortuna. Ogni cambiamento nasce dalla consapevolezza del potere delle proprie abilità e competenze sugli eventi della propria storia.
    Nonostante ci siano ovviamente storie e vissuti più difficili di altri, è sempre importantissimo riuscire ad attribuire all’atteggiamento ed alla motivazione un ruolo di fondamentale importanza per il cambiamento.
    Considera sempre te stesso come protagonista e parte attiva del tuo benessere!

    4SE FALLISCO SONO UN FALLITO

    Forme di ragionamento “tutto o nulla”, molto spesso, rappresentano l’origine di ansia, stress e malessere.
    Ritenere che la felicità e la riduzione dell’ansia risiedano nel perfezionismo, nel piacere a tutti, nel non fallire mai, nel non deludere nessuno e nel non dover sperimentare mai la minima frustrazione è un efficacissimo presupposto per deprimersi e vivere forti stati di tensione, agitazione ed irrequietezza.
    Evitare di fallire è possibile solamente evitando di vivere, sperimentarsi e relazionarsi.
    “Le persone non falliscono perché mirano troppo in alto e sbagliano, ma perché mirano troppo in basso e fanno centro” (Brown L.).
    Spesso, nel momento in cui decidi di arrenderti, non realizzi quanto tu possa essere vicino a ciò che hai sempre desiderato.

    5SE QUALCUNO MI HA DELUSO IN PASSATO, TUTTI QUANTI CONTINUERANNO A FARLO IN FUTURO

    Le esperienze tristi, di sofferenza e di dolore della tua vita potrebbero innescare distruttivi meccanismi di generalizzazione, per cui, privo di esame di realtà, arrivi a conclusioni quali: “tutti gli uomini mi useranno”, “non mi fiderò più di nessuno”, “nessuno può capire realmente ciò che provo”, “finiranno tutti con il disprezzarmi, tradirmi o deludermi”.
    Pensieri di questo tipo, oltre ad abbassare il tono dell’umore, ti conferiscono il ruolo della vittima, figura solamente da compatire e consolare.
    Le cicatrici che ti porti dietro, pur ricordandoti che nelle relazioni è possibile soffrire, chiedono di trovare qualcuno che le curi, le rispetti e le comprenda.
    Dai un senso al tuo dolore rimettendoti in gioco.
    Non lasciare che non sia servito a nulla.

    6SARO’ FELICE QUANDO NON AVRO’ PIU’ L’ANSIA

    L’ansia non è assolutamente uno stato psichico da debellare ed eliminare, ma solamente una importantissima risorsa che dobbiamo imparare a  gestire e controllare.
    Rimandare la possibilità di essere felice a quando l’ansia sarà completamente scomparsa, significa condannarti inesorabilmente ad una vita di infelicità.
    Impara dunque a considerare l’ansia come un compagno di viaggio che ti guida, ti protegge e ti tutela da possibili minacce.
    La domanda giusta da porti sarebbe dunque: come posso essere felice nonostante l’ansia? Quali sono gli aspetti del mio essere ansioso che mi creano difficoltà?
    Come mai sono arrivato a considerare l’ansia come un problema e non più come una risorsa? Accettare di avere l’ansia è il primo passo per privarla della sua carica negativa ed invalidante.

    7MEGLIO EVITARE CIO’ CHE MI METTE ANSIA

    Il rischio che le altre persone si accorgano del tuo star male, della tua ansia mal gestita o più in generale del tuo basso livello di autostima sembra suggerirti solamente una via di uscita: evita!
    Evita le opportunità che ti si presentano, evita i luoghi che ti spaventano ed evita le relazioni sociali.
    Ti troverai così a vivere una vita che non ti piace e che non hai scelto.
    Martin Luther King diceva: “un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”; sperimentarti in ciò che temi, accompagnato da una valida figura professionale, ti offrirà la possibilità di valorizzare le tue risorse e competenze, liberandoti dal timore del giudizio altrui.

    8IL MIO PASSATO TRISTE MI CONDANNA ALL’INFELICITA’

    Considerare la felicità riservata solo a coloro che hanno ricevuto amore, accoglienza e rispetto  durante l’infanzia o l’adolescenza significa autocondannarsi deliberatamente ad un futuro di sofferenza e dolore.
    Tale visione della tua storia porta necessariamente alla caccia di un carnefice che ha reso la tua vita un inferno, proiettandoti in un futuro fatto di dolori per non aver avuto la vita che meritavi.
    Si può essere felici anche senza un passato felice.
    Il trauma, così come il lutto, è possibile elaborarlo, superarlo ed accettarlo.
    Rimarrà sempre una parte della nostra vita ma non ne sarà più il protagonista indiscusso. Impegnati a lavorare su te stesso perché anche la tua storia merita la felicità.
    Sei disposto ad accettare il rischio di poter essere felice?

    9NELLA MIA FAMIGLIA NON SI PUO’ ESSERE FELICI

    Pensare che ci siano famiglie destinate alla felicità ed altre alla tristezza, persone destinate al successo ed altre al fallimento, oltre ad avere dannosi effetti sull’umore, deresponsabilizza fortemente, creando nella tua mente la semplicistica idea di essere nato in condizioni giuste e favorevoli, oppure sbagliate e svantaggiose.
    Anche le premesse più tristi possono essere il preambolo per una storia felice!
    Ansia, bassa autostima e deflessione umorale potrebbero rappresentare preziosi alleati che ti mettono nella condizione di lavorare su te stesso, maturare, migliorarti e crescere.

    10I SUCCESSI MI LASCIANO INDIFFERENTE MA I FALLIMENTI MI DEPRIMONO

    Minimizzare i traguardi ottenuti e demoralizzarsi per le sconfitte è un tipico atteggiamento che, oltre ad abbassare l’autostima, influenza negativamente l’umore e favorisce i sensi di colpa e l’essere critico verso te stesso.
    Prendersi i meriti per ciò che di buono accade, e le colpe per quello che invece lo richiede, è un importantissimo esame di realtà; solamente così potrai accettare i tuoi limiti, riscoprire le tue risorse e pianificare obiettivi raggiungibili e misurabili.

    CONCLUSIONE

    Alla luce delle considerazioni fatte, potremmo considerare l’infelicità, la sofferenza ed il disagio come precursore del benessere e della salute.
    I vissuti di ansia e la bassa autostima rappresentano dunque una possibilità per ricercare il cambiamento, favorire la consapevolizzazione e promuovere lo sviluppo della persona. Solamente quando abbiamo un dolore riusciamo ad apprezzare a pieno il momento in cui stavamo bene, desiderando dunque prioritariamente il ritorno ad una condizione di salute.
    Forse essere felici consiste nell’aver superato l’inquietudine della felicità, accettando i propri limiti, abbassando le pretese verso le persone che ci circondano ed entrando nella semplice ottica che possiamo essere felici nonostante la nostra storia ed i nostri problemi, senza più dover trovare costantemente scuse, carnefici e persecutori che ci impediscono di esserlo veramente.

    Ricorda il Cambiamento è Sempre Possibile!

     

     

     

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