Le 8 Domande sull’Ansia più Cercate su Google

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    Quali sono i disturbi d’ansia?
    In cosa si differenziano fra loro?
    Chi colpiscono maggiormente?
    In che misura ne soffre la popolazione?
    Si può guarire?
    Ma soprattutto, che cosa intendi realmente dire quando affermi di avere l’ansia?

    Al fine di comprendere ciò che accade nella tua mente, è certamente di fondamentale importanza aver ben chiaro il fenomeno ansia.

    Conoscere ciò che stai attraversando, comprenderne le cause e riconoscerne i risvolti sotto un piano fisico-corporeo è una condizione necessaria per cominciare a lavorare su di te, rendendo le tue difficoltà prevedibili, levandogli gran parte del potere che hanno su di te.
    Rendere i tuoi vissuti meno incomprensibili è la prima condizione per poterli fronteggiare e gestire.

    La parola ansia, derivata dal verbo latino angere (soffocare, stringere,tormentare), viene molto spesso utilizzata per descrivere emozioni, vissuti interni, sintomi e pensieri molto differenti tra loro.

    L’ansia, stato emotivo che di per sé non può essere considerato come sano o patologico, si sviluppa a partire dalla percezione di una minaccia che ha un potere attivante a livello fisiologico.

    E’ proprio da una condizione di allerta che il nostro corpo sviluppa reazioni fisiche finalizzate all’anticipazione del pericolo.
    Diviene disfunzionale dal momento in cui comincia ad essere invalidante per la persona in termini di pensieri, sintomi fisici o comportamenti.

    Alla luce di quanto detto, l’ansia non rappresenta assolutamente uno stato psichico da debellare ed eliminare, ma solamente una importantissima risorsa che devi imparare a gestire e controllare.

    Risorsa senza la quale, la specie umana, non avrebbe potuto continuare ad esistere ed evolversi.

    Risponderò adesso ad interessanti e comuni quesiti relativi ai vissuti d’ansia, rifacendomi a fonti riconosciute ed accreditate di seguito riferite:

    Dsm-V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), ricerche APA (American Psichiatric Association) e dati ISS (Istituto Superiore di Sanità).

    IN QUANTI SOFFRONO D’ANSIA IN ITALIA?

    L’ISS (Istituto Superiore di Sanità), tra il 2001 ed il 2002, ha condotto uno studio in Italia sulla prevalenza dei disturbi mentali.

    Nel corso della vita, il 5,5% dei maschi ed il 16,2% delle femmine, soffrono di un disturbo d’ansia (Disturbo di Panico = 1,6%; Agorafobia = 1,2%; Ansia Generalizzata = 1,9%; Ansia sociale = 2,1%; Fobia Specifica = 5,7%).

    CHI SOFFRE MAGGIORMENTE D’ANSIA?

    La maggior parte dei disturbi d’ansia si verifica più frequentemente nelle femmine rispetto ai maschi, in un rapporto di circa 1:2.

    I giovani, non sposati, disoccupati e che vivono in territorio urbano presentano un rischio maggiore verso l’insorgenza di un Disturbo D’Ansia.
    Molti disturbi d’ansia si sviluppano in età infantile e tendono a persistere se non vengono curati.

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    DOPO QUANTO SI PUO’ PARLARE DI DISTURBO D’ANSIA?

    I disturbi d’ansia, al fine di poter essere considerati tali, devono essere presenti tipicamente da almeno 6 mesi e non devono essere attribuiti agli effetti fisiologici di una sostanza (droga, alcool, farmaci) o ad una condizione medica.

    COME SI MANIFESTA L’ANSIA A LIVELLO SINTOMATOLOGICO?

    I Disturbi d’Ansia, specialmente nel caso degli attacchi di panico, possono manifestarsi attraverso sintomi cardiorespiratori (oppressione al petto, tachicardia, difficoltà a respirare), sintomi vestibolari (vertigini, sensazione di svenimento, sensazione di instabilità), sintomi gastrointestinali (nausea, diarrea, vomito, tensione, dolori addominali) e sintomi psicosensoriali (disorientamento, stordimento, confusione mentale, derealizzazione, deperesonalizzazione).

    CHE DIFFERENZA C’E’ TRA ANSIA E PAURA?

    La paura è la risposta emotiva ad una minaccia imminente, reale o percepita, mentre l’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura.

    QUALI SONO I DISTURBI D’ANSIA MAGGIORMENTE DIFFUSI?

    1DISTURBO DI PANICO

    COME SI MANIFESTA: Ricorrenti attacchi di panico inaspettati.

    Un attacco di panico consiste nella comparsa improvvisa di paura e disagio intensi che raggiunge il picco in pochi minuti.

    Al fine di essere diagnosticato un disturbo di panico devono verificarsi 4 o più dei seguenti sintomi: palpitazioni o tachicardia, sudorazione, tremori fini o grandi scosse, sensazione di soffocamento, sensazioni di asfissia, dolori o fastidi al petto, nausea o disturbi addominali, vertigini, brividi o vampate di calore, formicolii, sensazione di irrealtà, paura di morire, paura di perdere il controllo o impazzire.

    Almeno uno degli attacchi deve essere seguito da un periodo di almeno un mese in cui vi è preoccupazione per l’insorgere di altri attacchi o per le loro conseguenze, e alterazione del comportamento (evitamento di situazioni o luoghi).

    IN QUANTI NE SOFFRONO: In Europa la prevalenza di tale disturbo è di circa il 2-3% della popolazione.

    Il disturbo di panico tende a presentarsi durante l’adolescenza per poi raggiungere il picco durante l’età adulta.

    L’età media di insorgenza è tra i 22 ed i 23 anni.

    FATTORI DI RISCHIO: Influenza genetica, eventi stressanti, fumo di sigaretta, affettività negativa, maltrattamento infantile, fattori fisiologici.

    2AGORAFOBIA

    COME SI MANIFESTA: Paura o ansia marcata relativa a due o più delle seguenti cinque situazioni: utilizzo dei trasporti pubblici, trovarsi in spazi aperti, trovarsi in spazi chiusi, stare in fila oppure tra la folla ed essere fuori casa da soli.

    L’individuo teme o evita tali situazioni per il fatto che potrebbe essere difficile fuggire o ricevere soccorso.

    IN QUANTI NE SOFFRONO: Ogni anno, l’1.7% degli adolescenti riceve diagnosi di agorafobia.

    Il picco di incidenza è presente nella tarda adolescenza.

    FATTORI DI RISCHIO: L’ereditabilità dell’agorafobia è del 61% (influenza genetica, eventi negativi in età infantile).

    3DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO

    COME SI MANIFESTA: Ansia e preoccupazione eccessiva che si manifesta per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi.

    L’individuo, oltre ad avere difficoltà nel controllare la preoccupazione, presenta tre o più dei seguenti sintomi: irrequietezza, affaticamento, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno.

    L’ansia causa disagio e compromissione nel funzionamento del soggetto.

    IN QUANTI NE SOFFRONO: L’età media di insorgenza del disturbo è 30 anni, la prevalenza varia dallo 0,3% al 3,6%.

    FATTORI DI RISCHIO: Influenza genetica, affettività negativa, avversità infantili.

    4ANSIA SOCIALE

    COME SI MANIFESTA: Paura o ansia marcata relativa a una o più situazioni sociali nelle quali l’individuo è esposto al possibile giudizio altrui, ansia e paura sono sproporzionate rispetto alla reale minaccia:
    avere una conversazione, incontrare persone sconosciute, fare un discorso, mangiare o bere in presenza di altre persone.

    IN QUANTI NE SOFFRONO: In Europa la prevalenza di tale disturbo è di circa il 2,3% della popolazione.

    L’età media di insorgenza del disturbo è tra gli 8 ed i 15 anni.

    FATTORI DI RISCHIO: Influenza genetica, maltrattamento infantile.

    5FOBIA SPECIFICA

    COME SI MANIFESTA:Paura o ansia marcata verso un oggetto o una situazione specifica:
    volare, altezza, animali, ricevere un’iniezione, vedere il sangue.

    La situazione fobica prova immediata paura o ansia.
    Le situazioni fobiche vengono attivamente evitate o sopportate con marcata difficoltà.

    IN QUANTI NE SOFFRONO: In Europa la prevalenza di tale disturbo è di circa il 6% della popolazione.

    La fobia specifica si sviluppa generalmente nella prima infanzia, nella maggior parte dei casi prima dei 10 anni.

    FATTORI DI RISCHIO: Influenza genetica, affettività negativa, iperprotettività genitoriale.

    SI GUARISCE DAI DISTURBI D’ANSIA?

    Per quanto l’efficacia dell’intervento sia legata al tipo di disturbo ed alla gravità della condizione specifica, la maggior parte delle manifestazioni ansiogene risponde molto positivamente alla psicoterapia e al trattamento farmacologico.

    Per quanto riguarda per esempio il Disturbo Di Panico, studi di follow up su pazienti trattati in ambiente sanitario, riportano un miglioramento sintomatico molto significativo nell’80% delle situazioni.

    Nei 2/3 dei casi i Disturbi D’Ansia sono transitori e non causano significativa compromissione del funzionamento.

    QUALI ALTRI DISTURBI PSICOLOGICI SONO COLLEGATI ALL’ANSIA?

    Molto spesso, una sintomatologia ansiosa significativa, si trova a convivere con altre difficoltà quali: depressione, dipendenza da alcool o droghe, personalità evitante, dipendente ed istrionica.

    CONCLUSIONE

    Alla luce delle riflessioni fatte, il primo fondamentale passo per promuovere il benessere della persona è l’effettuare una corretta diagnosi circa l’eventuale difficoltà.
    Conoscere il problema significa poter mettere in atto tecniche e strategie concrete, efficaci e misurabili finalizzate alla remissione dei sintomi ed alla promozione della salute.

    L’ansia, nelle sue forme patologiche e disfunzionali, è estremamente comune e diffusa; riflettere su ciò che stai vivendo, conoscendone tutte le sfaccettature, è un primo importantissimo passo verso il cambiamento.

    Consapevolizzarti ti aiuta a conoscere ciò contro cui devi combattere, privandolo dell’angoscia dettata dal timore dell’indefinito, dell’incerto dell’indeterminato.
    Joanne Harris afferma: “una cosa con un nome è una cosa addomesticata”.

    Il Cambiamento è Sempre Possibile,

     

     

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