3 False e Pericolosissime Credenze Sugli Attacchi di Panico

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    Soffrire di attacchi di panico significa interpretare in modo catastrofico e potenzialmente tragico stimoli esterni percepiti come minacciosi.

    Mentre nell’ansia il timore è spesso indefinito e connesso a possibili scenari futuri, nel panico l’individuo percepisce un danno imminente, le cui conseguenze possono essere destinate a consumarsi in pochissimi istanti.

    Essere in preda ai Disturbi di Panico, oltre a compromettere notevolmente la qualità della vita,  significa preoccuparsi costantemente delle proprie manifestazioni ansiose, credendo spesso di non essere in grado di controllarle, gestirle e fronteggiarle.

    Soffri di Disturbo di Panico se sperimenti (criteri diagnostici Dsm-V- American Psychiatric Association):

    A) Ricorrenti attacchi di panico inaspettati.

    Un attacco di panico consiste nella comparsa improvvisa di paura e disagio intensi che raggiunge il picco in pochi minuti, periodo durante il quale si verificano quattro o più dei seguenti sintomi:

    • Palpitazione, cardiopalmo o tachicardia;
    • Tremori o grandi scosse;
    • Dispnea o sensazione di soffocamento;
    • Sensazione di asfissia;
    • Dolore o fastidio al petto;
    • Nausea o disturbi addominali;
    • Sensazione di vertigine o svenimento;
    • Brividi o vampate di calore;
    • Torpore o formicolio;
    • Sensazione di irrealtà (derealizzazione) o essere distaccato da Sé stesso  (depersonalizzazione);
    • Paura di perdere il controllo o di impazzire;
    • Paura di morire.

    B) Almeno uno degli attacchi è stato seguito, da un mese o più, di uno o entrambi i seguenti sintomi:

    • Preoccupazione per l’insorgenza di altri attacchi o per le conseguenze (es. perdere il controllo, impazzire, avere un attacco cardiaco);
    • Alterazione disadattiva del comportamento (comportamenti pianificati al fine di evitare altri attacchi di panico).

    C) Il panico non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza  o ad un’altra condizione medica (per es. ipertiroidismo, disturbi cardiopolmonari).

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    Tra le cause che inducono gli attacchi di panico vi è sicuramente la paura di poter avere un nuovo attacco di panico, concentrando tutte le energie mentali del soggetto in pensieri volti all’evitare che tali episodi possano verificarsi nuovamente, per esempio evitando luoghi, attività o persone.

    Molto frequentemente il panico è il frutto di una erronea valutazione dei propri vissuti ansiosi, alla luce dei quali si possono aprire pietrificanti timori e drammatici scenari immaginari di disgrazia.

    Se l’ansia dovesse arrivare alle stelle cosa succederebbe?
    Se non riuscissi più a controllarla quali conseguenze si verificherebbero nella mia mente e nel mio corpo?

    I pregiudizi più comuni rispetto alle conseguenze di un forte stato ansioso sono i seguenti:

    1PAURA DI MORIRE

    Sintomi fisici: tachicardia, oppressione al petto, dolore al petto, costrizione nella zona toracica, asfissia.

    A differenza dell’ipocondria, nella quale vengono temute malattie lunghe e debilitanti, nel disturbo di panico è molto frequente la paura di morire in modo brusco e catastrofico, a causa per esempio di un ictus o di un infarto.
    Tale timore deriva esclusivamente dall’erronea percezione di sintomi fisiologicamente legati all’attivarsi dell’ansia.

    Per quanto forte possa essere un attacco di panico, esso non può indurre alla morte.

    2PAURA DI PERDERE IL CONTROLLO

    Sintomi fisici: confusione, irrealtà.

    Durante una forte crisi d’ansia è assai comune che i soggetti riferiscano il timore di perdere la coscienza delle proprie azioni, incorrendo nel rischio di mettere in atto comportamenti folli, pericolosi, bizzarri e stravaganti: urlare oscenità, far del male a qualcuno, far del male a se stessi, compiere azioni imbarazzanti.

    Per quanto forte possa essere un attacco di panico, esso non può indurre a perdita di controllo.  

    3PAURA DI IMPAZZIRE

    Sintomi fisici: irrealtà, derealizzazione, stordimento, depersonalizzazione.

    Forti manifestazioni ansiose inducono l’individuo a mettere in discussione il proprio stato di salute mentale, temendo di poter sviluppare forme psicotiche  o di completa dissociazione dalla realtà.
    Attacchi di panico e disturbi mentali gravi, quali la schizofrenia, sono quadri clinici completamente differenti, la cui sovrapposizione induce vissuti di angoscia ed abbassamento del tono dell’umore.

    Per quanto forte possa essere un attacco di panico, esso non può indurre a crolli dell’integrità mentale della persona.

    Nonostante i sintomi dell’ansia siano intensi e sgradevoli è certamente di fondamentale importanza attribuirli a reazioni fisiologiche di attacco-fuga che il nostro organismo sviluppa a partire dalla percezione di una minaccia, più o meno reale e più o meno imminente.

    Morire, impazzire e perdere il controllo rappresentano dunque erronee interpretazioni di normali risposte fisiche e biomeccaniche dell’organismo umano:

    • Il respiro si fa più frequente e le narici ed i polmoni si espandono, aumentando la quantità di ossigeno disponibile per i muscoli;
    • Il ritmo cardiaco e la pressione del sangue aumentano, in modo da trasportare velocemente l’ossigeno ed il nutrimento richiesti dai muscoli;
    • Il sangue è dirottato ai muscoli.
      Meno sangue affluisce agli organi interni ed anche al viso, facendoti diventare “bianco dalla paura”;
    • Il cuore, dovendo pompare maggiore quantità di sangue, batte più velocemente (tachicardia);
    • Arrivando maggiore anidride carbonica al cervello, causa respirazione iperventilata, si sperimenta senso di confusione ed irrealtà;
    • I muscoli si tendono e si preparano a contrarsi rapidamente;
    • Aumenta la capacità di coagulazione del sangue, cosicché nel caso di ferita si ridurrebbe la perdita di sangue;
    • Si comincia a sudare per contrastare il surriscaldamento dovuto all’attività fisica di fuga o lotta;
    • La digestione si ferma.
      La bocca diviene secca e produce meno saliva.
      Il cibo, fermatosi nello stomaco, può dar luogo a sensazioni di nausea, lo zucchero viene liberato nel sangue per offrire maggiore energia;
    • Il sistema immunitario rallenta.

    Il corpo umano si attiva dunque al fine di poter evitare una minaccia che comprometta l’integrità fisica del soggetto, garantendone dunque la sopravvivenza e lo stato di salute generale.

    L’ansia diviene disfunzionale quando tali reazioni fisiologiche, del tutto adattive alla sopravvivenza della specie, vengono attivate in assenza di una minaccia reale o quando, anziché fuggire da un predatore, percepiamo pericoli di tipo sociale (fare una brutta figura, svenire davanti a molte persone, arrossire o sudare in pubblico) o relazionale (immaginare la conclusione di una storia sentimentale, avere pensieri di abbandono, sentirsi meno considerato rispetto ad altre persone).

    Le risposte fisiche dell’ansia, tipiche dell’attacco di panico, sono programmate per durare solamente pochi minuti, per poi decadere, o affievolirsi in maniera estremamente significativa.

    Conoscere ciò che sta accadendo al nostro corpo è il primo passo fondamentale per evitare di interpretare erroneamente i sintomi che altrimenti ti farebbero pensare di morire, svenire, impazzire o perdere il controllo.

    Il Cambiamento è Sempre Possibile.

     

     

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