7 Spietate Bugie Delle Favole Disney Che Hanno Condizionato il Nostro Pensiero

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    7 Spietate Bugie a Cui le Favole Disney ci Hanno Fatto Credere

    Ciò che apprendiamo, vediamo e viviamo da bambini, molto spesso, lascia impronte nella nostra mente che determinano il nostro modo abituale di comportarci e percepire noi stessi e gli altri.

    Con che occhi vedevi i tuoi genitori?
    Come interpretavi il loro modo di relazionarti con te?
    Come ricordi i primi anni della scuola?
    In che maniera il mondo della tua infanzia ha contribuito a determinare ciò che sei oggi?

    Le prime esperienze della vita generano delle importanti tracce nella memoria, a cui generalmente siamo portati a credere e considerare vere, anziché cercare di confutare.
    Il meraviglioso mondo dei cartoni animati, fedele compagno di viaggio durante i primi anni della nostra vita, ci ha insegnato a lottare per i nostri sogni, accettare le nostre diversità, trarre il buono dal brutto, diminuire il pregiudizio e credere nell’amore ideale.

    Attorno a questi importantissimi temi gravitano messaggi illusori che, qualora credessimo ancora nella vita adulta, potrebbero dar luce a problematiche nelle relazioni e deresponsabilizzazione nei processi di cambiamento.

    ​Ecco le 7 bugie a cui abbiamo creduto dei cartoni animati:

    1IL CAMBIAMENTO AVVIENE PER MIRACOLO

    Aspettare un cambiamento che improvvisamente stravolgerà la tua esistenza è da considerare come una credenza quanto mai illusoria ed ingannevole.
    Il cambiamento è sempre il frutto di un processo che comporta sacrifici, conflitti interiori e sudore.
    Entrare in un processo di trasformazione della propria vita significa infatti mettere in discussione se stessi, il proprio passato e le convinzioni a cui sei aggrappato da anni.
    Le cose cambieranno solamente quando avrai il coraggio, l’umiltà, la pazienza e l’intelligenza per cominciare a lottare per la vita che vorresti.
    La realtà non ti regala facili soluzioni per cambiare il tuo mondo, ma ti offre continuamente opportunità per farlo… Le lampade di Aladino non esistono!

    2ESISTE UN CARNEFICE ED UNA VITTIMA

    Considerare la vita in termini di bianco o nero, tutto o nulla, buoni o cattivi, è una modalità estremamente semplicistica e limitata.
    Nel mondo reale i ruoli di carnefice e vittima sono sfumati, labili ed estremamente connessi ai diversi contesti in cui vengono esercitati.
    Molto spesso prediligi il ruolo di martire, perseguitato dalla tua storia.
    Per conservare l’immagine di persona buona, docile e sottomessa hai probabilmente dovuto trovare fuori di te un carnefice, dal quale hai dovuto subire per anni le angherie, le prepotenze e la cattiveria.
    Aguzzino senza il quale saresti stato sicuramente felice, realizzato e soddisfatto.
    Osservando meglio le tue resistenze passive, i tuoi ricatti affettivi ed il far sentire sempre il mondo che ti circonda come non adeguato ed immeritevole di te, forse, non sarebbe poi molto corretto definirti come una persona sottomessa.
    Probabilmente hai solamente prediletto una diversa forma di aggressività, colpevolizzando chiunque entrasse nella tua storia.
    Probabilmente anche alle povere ed indifese principesse avrebbe fatto bene un pochino di psicoterapia…

    3LA FELICITA’ NON PREVEDE L’ACCETTAZIONE DEL PROBLEMA

    Ritenere che la felicità si nasconda solamente dietro la risoluzione di un problema, non considerando dunque alcun aspetto connesso ad una matura accettazione, è un rischio molto comune a cui siamo continuamente esposti.
    La sirenetta Ariel, pur di ottenere le gambe e divenire umana, scese al compromesso del patto con Ursula, Aladdin invece, solamente ribaltando la propria condizione economica ha avuto la possibilità di conoscere la principessa.
    Quelle che sembrano essere solamente delle occasioni per i protagonisti, celano invece profondi inganni.
    Sia Aladdin che Ariel vissero felici e contenti, da ricco il primo e da umana la seconda, come se la povertà e la condizione di sirena fossero status che, qualora non avessero subito una variazione, avrebbero condannato all’infelicità.
    Non sempre il cambiamento passa per una modificazione della realtà esterna.
    Molto probabilmente, lavorando su se stessi, Ariel e Aladdin sarebbero potuti essere contenti, gratificati e soddisfatti anche poveri ed in fondo al mare.

    4SOLAMENTE UN SALVATORE PUO’ RENDERTI FELICE

    Il cambiamento della tua esistenza consiste nell’aspettare un salvatore che ti porti via dal castello, liberandoti finalmente delle catene che oggi ti impediscono di essere felice. Solamente un principe azzurro avrà il potere di cambiare la tua condizione, riscattandoti da un passato fatto di tristezza, abusi e violenze subite.
    Attendere un salvatore esterno, oltre a rappresentare un accadimento altamente improbabile, è un atteggiamento pericoloso poiché deresponsabilizzante e svalutante nei confronti di te stesso.
    Come mai Cenerentola non è semplicemente uscita dalla porta di casa?
    Come mai ha dovuto aspettare che qualcuno venisse a salvarla?
    E tu invece chi stai aspettando?
    Forse un uomo che ti salvi, un genitore che finalmente comincia ad apprezzarti per ciò che sei, o più semplicemente una storia che consideri giusta… Nessuno potrà mai salvarti all’infuori di te stesso!
    Chiediti quali vantaggi stai traendo dal continuare ad essere prigioniero…

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    5LA FELICITA’ E’ NEL DISTACCO DALLA MATRIGNA

    Sarai finalmente felice quando non dovrai più vedere i tuoi carnefici…
    Sarai realmente soddisfatto quando abbandonerai la tua torre…
    Purtroppo siamo esseri complessi la cui realizzazione deve passare dall’affrontare ed elaborare ciò che ci ha fatto soffrire, non dal fuggire dalla nostra storia!
    Le principesse fuggite dalla matrigna porteranno sempre dentro di loro ferite, traumi e ricordi che, se non elaborati, nessun principe potrà mai far dimenticare!
    La matrigna non è solamente infatti una persona fuori di noi, ma anche e soprattutto un vissuto che ci portiamo dentro.
    La felicità non risiede nel rinnegare il proprio passato ma nell’elaborarlo, accettarlo e riconsiderarlo con gli occhi dell’adulto.
    Andare via senza voltarsi indietro, è una modalità che i fantasmi del tuo passato non accetteranno come risolutiva.

    6BACIARE ROSPI CREA PRINCIPI

    Il fatto che sia sbagliato ricercare principi azzurri idealizzati, in quanto non esistono, non ti autorizza a sminuirti, svalutarti e disprezzati cercando disperatamente rospi e ranocchi.
    Tutte le relazioni che nascono da un desiderio di cambiamento dell’altro sono pericolose… Rimandare la felicità al giorno in cui il nostro partner sarà cambiato, verosimilmente è una condizione sufficiente per immaginare una vita di infelicità.
    Sperare che un rospo possa diventare un principe serve solamente a riempire momenti di solitudine e bisogno di accudimento, preferendo ad un senso di abbandono la figura di persone che non ci meritano e che non apprezziamo.  
    Meglio vivere con l’illusione che il rospo un giorno si trasformerà per magia, che andare a cercare una persona reale, da amare così com’è.
    Tollerare la solitudine è il primo passo per non rimanere soli.
    Chi nasce rospo muore rospo.

    7E VISSERO TUTTI PER SEMPRE FELICI E CONTENTI

    Ogni favola che si rispetti si conclude inesorabilmente con questa dicitura, destinata a lasciarci immaginare un futuro roseo per i protagonisti della storia…
    Un futuro senza torri, prigioni, matrigne ed aguzzini…
    Un futuro pienamente felice e sempre desiderato!
    Questa ottimistica quanto irreale prospettiva, non prevede che il principe possa riscoprire aspetti della sua partner che non si immaginava, che lo innervosiscono, che non gli piacciono e che vorrebbe dunque cambiare!
    La stessa principessa, durante la convivenza, potrebbe addirittura rimpiangere matrigna e sorellastre, realizzando tutti i limiti e le mancanze del suo salvatore.
    La felicità non è una condizione che si raggiunge una volta per tutte!
    E’ un qualcosa per cui bisogna quotidianamente impegnarsi, evitando di idealizzarli e rimanere così frustrati e delusi…
    Solamente considerando il principe come un compagno di viaggio e non un salvatore infallibile sarà possibile essere felice con lui.
    La felicità è un momento che si colloca tra due frustrazioni.
    Solamente se il principe sarà disposto ad accettare che la dama non sia sempre quella della sera del ballo, meravigliosa, dolce e tirata a lucido, potrà amarla veramente, senza dover correre mai il rischio di svegliarsi un giorno e rimpiangere il momento in cui lei aveva perso la scarpetta, offrendogli la possibilità di corrergli dietro e cercarla.
    Anche Cenerentola, nei momenti peggiori, potrà essere vista dal principe come la suocera, la matrigna!
    Tutto ciò è normale e bello… Si chiama relazione!

    CONCLUSIONE:

    Le esperienze del nostro passato ci offrono modelli su come comportarci e relazionarci con il mondo esterno.
    Fiabe e cartoni animati rappresentano strumenti meravigliosi ed efficaci per educare i bambini e permettere di sviluppare loro immaginazione e creatività.
    Oltre ad efficaci insegnamenti, è opportuno riconoscere se la tua vita adulta sia ancora oggi guidata da inganni, illusioni, utopie e fantasticherie che ti impediscono di crescere, maturare ed entrare in relazione autentica ed adulta con l’altro.
    Le fiabe ed i cartoni sono fantastici, ma la vita è una cosa seria per cui bisogna impegnarsi, lottare e sacrificarsi, accettando che non in tutto abbiamo potere.
    Per vivere una vita da favola bisogna smettere di confrontarla con le favole.

    Ricorda, il Cambiamento è Sempre Possibile!

     

     

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